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Intervista ai Pink Floyd 1967 (estratto)
Preso da youtube
I:Se potessi rivolgermi a Roger per primo, vorrei chiedere una domanda fondamentale, della quale i nostri telespettatori potrebbero non percepire la rilevanza, perche’ non l’hanno sentita tutta: perche’ deve essere cosi terribilmente alta? Per me, francamente, e’ troppo alta. Non la posso sopportare. Si dia il caso che sia cresciuto in un quartetto per archi, che e’ un po piu’ pacato quindi, ehm.., perche’ deve essere cosi’ alta? Cosi amplificata?
RW:Beh, non credo “debba” esserlo.
A noi piace cosi’. Non non siamo cresciuti con un quartetto per archi e credo questo possa essere una delle ragioni.
Perche’ cosi alto… Non ci sembra “terribilmente” alto a noi…
I: (un poco innervosito) Non e’ mica che ogniuno che non sia cresciuto in un quartetto di archi sia diventato un chiassoso gruppo pop, dunque il vostro punto non convince in maniera esaustiva. Ma accetto che a voi piacqua. Ma quello che dico e’… se uno diventa “immune” a questo tipo di sonorita’, potrebbe poi trovare difficile apprezzare suoni piu’ bassi, dite si? no?

SBNon credo

I:

no?

SB:

…ogniuno di noi ci sente bene, e alcune sonorita’ sono molto basse

etc.

Cosi’ e’ come comincia l’intervista, che ho qui trascritto perche’ trovo divertente come mostri l’ostilita’ dell’intervistatore moralista verso l’embrione di one delle bandi inglesi che fara’ storia nella musica rock. Ironicamente, inventando un rock che ha piu’ in comune con un quartetto d’archi di probabilkmente tutti i gruppi musicali della generazione dopo i Beatles.

Tra l’altro, il lavoro del quartetto d’archi dell’intervistatore non si puo’ trovare da nessuna parte invece. Non que questo dimostri necessariamente alcun che, eppure…!

Inoltre trovo questa maniera tutta inglese di scambiarsi ostilita’ molto affascinante. Mi fa pensare ad una sequenza verbale di mosse di scacchi. Qualcosa come: “ora apro di cavallo, cosi’ lui deve spostare la regina di fronte al re…”

L’intervista continua toccando parti interessanti riguardo la ricerca dei Pink Floyd nel trovare il giusto posto per i loro concerti. Loro erano interessati in ambienti piu’ da concerto e spiegavano come stessero cercando di uscire dal circuito delle sale per ballare.

Syd ci stava ancora con la testa.